I bambini tendono ad esprimere il loro malessere con modalità diverse dai grandi: la loro difficoltà è quella di mettere in parola le emozioni che sentono e che si trasformano in quelli che definiamo “sintomi”.
I bambini possono manifestare difficoltà ad addormentarsi, rifiutare di andare a scuola, avere improvvisi scoppi di rabbia o crisi di pianto, oppure possono nascere forti paure che prima non c’erano e che limitano la vita quotidiana (non vuole più frequentare la scuola, ha paura del buio, del distacco dalla figura materna…): possono manifestarsi anche in concomitanza con l’ingresso all’asilo nido, alla scuola dell’infanzia e alla scuola primaria. Il cambiamento può essere notato dalle insegnanti a scuola: il bambino tende ad isolarsi, mostra scarsa tolleranza alle regole e alle frustrazioni, ha un calo nel rendimento scolastico oppure manifesta difficoltà nella socializzazione (…).
In altri casi ancora c’è stato un evento scatenante, per esempio la morte di una persona cara, la nascita di un fratellino, la separazione dei genitori, il trasferimento in un altro paese, la malattia di un genitore o di una persona vicina (nonni, zii…).
Altre volte i genitori notano una regressione agli stadi evolutivi precedenti senza una ragione apparente (fa la pipì a letto quando prima non la faceva, improvvisamente vuole tornare a dormire con mamma e papà e non più nel suo lettino…). Nello specifico le aree di intervento riguardano:
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difficoltà scolastiche o di apprendimento (DSA, metodo di studio, difficoltà di attenzione o di concentrazione…)
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regolazione ed espressione delle emozioni
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ansia e le sue manifestazioni (eccessive preoccupazioni, difficoltà a separarsi da mamma e papà, fobie, somatizzazioni…)
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paure (del buio, di perdere i genitori, di dormire nel proprio lettino…)
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problemi comportamentali (capricci, aggressività, impulsività, scarsa tolleranza alle regole…)
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lutto, separazioni e traumi